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Benchè l’approvazione online dei semilavorati sia uno strumento utile e pratico, applicabile soprattutto nel caso di immagini e layout, la realizzazione di alcuni semilavorati non può prescindere dalla stampa di una prova fisica, sia essa finalizzata al controllo dei contenuti o del colore. Le prove fisiche si fanno in genere per i semilavorati più complessi, i semi-definitivi, i finali o comunque quelli generati nelle ultime fasi di lavoro prima dei finali.
Durante le fasi di lavorazione di prestampa vengono prodotte numerose prove fisiche per apprezzare in tempo reale la qualità del lavoro. Tradizionalmente, alcune di queste prove vengono poi inviate via corriere presso il cliente per una loro approvazione intermedia o finale. Per evitare i costi di spedizione di queste prove, ma soprattutto per minimizzare i tempi di risposta, CLX Europe mette a disposizione dei propri clienti un ventaglio di soluzioni per eseguire “prove remote” (remote proofing) direttamente presso le sedi dei clienti. Possiamo identificare almeno tre tipi di soluzioni principali, con caratteristiche, tempi e costi di implementazione diversi:
La soluzione più semplice consiste nel collegare una stampante HP presso il cliente per prove di contenuto. Per esempio, dopo un processo Dalim (correzione secondo profilo colore, rinomina, riformattazione, rasterizzazione, orientazione, numerazione di pagina, etc.), un file postscript può essere inviato in modo automatico direttamente alla stampante remota attraverso una VPN dedicata, con allocazione automatica della coda di stampa. Il vantaggio principale risiede nel fatto che dalla nostra sede possiamo configurare direttamente la stampante e gestire i profili colore che meglio si adattano allo stampatore prescelto.

Per prove colore di solito utilizziamo stampanti Epson situate presso il cliente. Per questo tipo di prove è raccomandabile l’uso di un server GMG che può essere situato presso le nostri sedi (soluzione centralizzata) o presso il cliente (soluzione decentralizzata).
Le caratteristiche della soluzione centralizzata sono:



Un’ultima considerazione merita l’automazione del processo opposto a quello del remote proofing, cioè la restituzione della prova fisica contenente correzioni scritte a mano da parte dei proof readers alla fotolito. A tal fine è stata sviluppata una tecnologia, indicata come digital proof sender, che consente di inviare direttamente la prova con le correzioni al DAM (informando via mail gli operatori di prestampa preposti) attraverso una semplice operazione di scansione della prova fisica. Anche in questo caso è evidente il risparmio di tempo e denaro.
